Il sito ce l'hai.
Ma non squilla niente.
L'hai fatto qualche anno fa, ti è costato, e da allora non è successo granché. Nessuno lo aggiorna, nessuno lo visita, e i clienti continuano ad arrivare dal passaparola come prima. Vediamo insieme perché.
Rifare un sito web ha senso quando la struttura esistente non è più recuperabile o quando il sito non risponde più alle domande che i clienti si fanno oggi. Prima di rifarlo va capito perché quello attuale non porta contatti: nella metà dei casi il problema non è il sito, è che nessuno ci arriva.
camecomunicazione.it/rifare-sito-web-genovaI sintomi di un sito
che ha smesso di lavorare
L'ultima notizia è del 2022
Un sito fermo comunica che l'azienda è ferma. E i motori di ricerca, che si accorgono di tutto, hanno un motivo in meno per tornare a guardarlo.
Da telefono è faticoso
Testo minuscolo, pulsanti che si sbagliano, caricamento lento. Oltre due terzi delle visite arrivano dal cellulare: se lì è scomodo, il resto conta poco.
Cerchi il tuo servizio su Google e non ci sei
Prova adesso: cerca quello che fai seguito da "Genova". Se non compari nella prima pagina, per chi non ti conosce già sei invisibile.
Non sai da dove arrivano i contatti
Se non c'è modo di sapere quante persone visitano il sito e cosa fanno, non c'è modo di migliorarlo. Si procede a sensazione, e la sensazione sbaglia.
Il sito dice cosa siete, non cosa risolvete
"Azienda leader nel settore con trent'anni di esperienza" non risponde a nessuna domanda. Chi arriva sul sito vuole sapere se risolvi il suo problema, quanto costa e quanto ci vuole.
Chi te l'ha fatto non risponde più
Capita spesso. Il problema non è sentimentale: è che nessuno sa più dove sono le credenziali, chi ha il dominio, come si aggiorna. Sistemare questo è il primo passo.
A volte non serve rifarlo
Ci è capitato più di una volta: un cliente arriva convinto di dover rifare tutto, e guardando il sito si scopre che la struttura regge. Mancavano i contenuti giusti, o la scheda Google era incompleta, o semplicemente nessuno arrivava sul sito perché il problema stava altrove.
In quei casi si spende una frazione, e si risolve lo stesso. Non è generosità: è che un cliente a cui hai fatto risparmiare torna, e nel frattempo lo racconta in giro.
C'è una cosa nuova
che quasi nessuno ti dirà
Fino a poco fa il ragionamento era lineare: il cliente cerca su Google, trova un elenco di link, sceglie, clicca. Tutti i siti aziendali italiani sono costruiti su quel percorso.
Adesso una parte crescente di persone chiede direttamente a ChatGPT, a Gemini o all'intelligenza artificiale che Google mostra sopra i risultati. Riceve una risposta con due o tre nomi dentro, e chiama uno di quelli. Chi non è nella risposta non viene nemmeno preso in considerazione — e non se ne accorge, perché non c'è nessuna visita da contare.
Un sito rifatto oggi come si faceva nel 2020 nasce già vecchio. Rifarlo tenendo conto anche di questo non costa di più: cambia come viene strutturato, non quante ore ci vogliono.
Quattro passaggi, nessuna sorpresa
Guardiamo cosa c'è
Il sito attuale, la scheda Google, cosa fanno i concorrenti diretti a Genova, cosa dicono di te i motori di intelligenza artificiale. Da qui esce se conviene rifare o sistemare. Questa parte non si paga.
Decidiamo le pagine
Quali servono davvero e come si collegano. Prima la struttura, poi la grafica: è l'ordine che quasi nessuno rispetta ed è quello che fa la differenza.
Costruiamo
Design su misura, non un modello comprato e ricolorato. Testi che rispondono a domande. Struttura leggibile da chi legge e da chi indicizza. E i vecchi indirizzi mantenuti, per non buttare via quello che avevi.
Consegniamo e ti spieghiamo
Credenziali, istruzioni, e mezz'ora insieme per farti vedere come si aggiorna. Poi il sito è tuo, punto.
Quello che ci chiedono
Conviene rifare il sito o sistemare quello che ho?
Dipende da com'è fatto sotto. Se la struttura è sana e il problema sono i contenuti o la velocità, spesso basta un intervento mirato e si spende molto meno. Se il sito è costruito su una base vecchia, non è aggiornabile o è stato assemblato con strumenti che nessuno usa più, rifarlo costa meno che continuare a rattopparlo. Lo capiamo guardandolo, e te lo diciamo prima di farti un preventivo.
Perdo il posizionamento su Google se rifaccio il sito?
Solo se il lavoro viene fatto male. Gli indirizzi delle pagine esistenti vanno mantenuti o reindirizzati correttamente: fatto così, il posizionamento non si perde e in genere migliora, perché il sito nuovo è più veloce e meglio strutturato. È la prima cosa che verifichiamo prima di toccare qualsiasi cosa.
Quanto tempo ci vuole?
Da tre a otto settimane, secondo il numero di pagine e soprattutto secondo quanto in fretta arrivano i contenuti. La parte che allunga i tempi non è quasi mai la tecnica: sono i testi e le foto.
Poi posso aggiornarlo da solo?
Sì. L'area contenuti è gestibile in autonomia senza toccare codice, e ti lasciamo le istruzioni. Se preferisci non pensarci, ce ne occupiamo noi.
Il sito resta mio?
Sempre. Dominio, spazio web, credenziali e contenuti sono intestati a te. Se un domani vuoi cambiare fornitore, porti via tutto senza chiedere permesso a nessuno.
Mandami l'indirizzo del sito
Ci guardo, verifico come ti vedono Google e i motori di intelligenza artificiale, e ti dico cosa penso. Se non serve rifarlo te lo dico, e se non sono la persona giusta per te te lo dico lo stesso.
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